Un precedente anti-sanità nel 2020
Nel novembre 2020, a Savona, otto auto aziendali dell’ASL2 vengono trovate con le gomme tagliate nelle vie adiacenti alla sede sanitaria di via Collodi. Le vetture, riconoscibili come mezzi dell’azienda sanitaria, risultano danneggiate con una o due ruote bucate.
Il gesto viene denunciato alla polizia municipale. Secondo le ricostruzioni giornalistiche dell’epoca, l’azione non risulta rivendicata. La dinamica, tuttavia, non appare casuale: a essere colpiti sono mezzi di servizio appartenenti allo stesso ente sanitario, parcheggiati nella stessa area e legati alla presenza operativa dell’ASL sul territorio.
Il contesto del novembre 2020
L’episodio si colloca in una fase ancora precedente alla campagna vaccinale anti-Covid. Nel novembre 2020 non esiste ancora la forma piena dei raid no-vax contro hub vaccinali, centri di somministrazione o strutture direttamente collegate alla vaccinazione di massa.
Il contesto è diverso: l’Italia è dentro la gestione dell’emergenza sanitaria, con tensioni sociali legate a lockdown, quarantene, tamponi, tracciamento dei contagi e restrizioni. In questo quadro, la sanità pubblica diventa il volto operativo delle misure anti-contagio e può essere trasformata, da settori esasperati o radicalizzati, in bersaglio materiale e simbolico.
Perché non è ancora un raid no-vax classico
Il caso di Savona non deve essere classificato come raid no-vax classico. La campagna vaccinale anti-Covid non era ancora iniziata e l’oggetto del conflitto non era la vaccinazione di massa, ma la gestione sanitaria dell’emergenza pandemica.
La classificazione più corretta è quindi: precedente anti-sanità / anti-misure Covid. L’atto colpisce mezzi dell’ASL in un clima di tensione collettiva, ma non può essere trasformato retroattivamente in un episodio no-vax pienamente sviluppato.
Il valore cronologico dell’episodio
L’importanza dell’episodio sta nella sua posizione di transizione. Prima ancora dei successivi attacchi contro hub vaccinali e presidi sanitari legati alla campagna vaccinale, emerge già una forma di ostilità materiale contro il sistema sanitario.
Le auto dell’ASL non sono un bersaglio neutro: rappresentano la presenza concreta dell’istituzione sanitaria nel territorio. Il danneggiamento dei mezzi aziendali segnala quindi una trasformazione del conflitto sociale: dalla protesta contro le restrizioni alla possibilità di colpire direttamente strumenti e simboli della sanità pubblica.